Poeti a confronto – terzo appuntamento

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Continuano a succeder cose in questo lembo di terra lontano dal mondo. Continuano ad esserci uomini avidi di parole nuove, da mettere in fila e ordinare per farne versi e poesia; e noi continueremo a presentarveli e a metterli a confronto.

In occasione del terzo appuntamento della ormai nota kermesse Poeti a confronto, che si svolgerà sabato 15 marzo 2014 alle ore 18:00 presso Officinè di Via Vacirca n. 38, vi proporremo le poesie di altri due nostri concittadini: don Giuseppe Giugno e Marco Trovato.

Don Giuseppe è nato a Niscemi il 6 marzo del 1943. Attualmente è Parroco della Chiesa San Francesco d’Assisi e Rettore del Santuario Maria Santissima del Bosco. Ha alle spalle studi di filosofia e teologia. E’ scrittore, poeta, commediografo, saggista. Il suo guardare il mondo si concretizza nella parola scritta, proponendosi come ermeneuta d’una realtà che è parte essenziale e integrante della sua pastorale, del suo essere prete e uomo sensibile verso la storia, i luoghi e gli uomini del nostro tempo.

La poetica di don Giuseppe è intensa e – a tratti – richiama i versi lontani di Violeta Parra, poetessa e cantante cilena proiettata verso l’intima ricerca delle radici – specie quelle contadine. Vi è, dietro questa poetica, la volontà forte di trovare la via del riscatto, per decantare l’uomo dalla povertà materiale e spirituale, dalle angherie e dai soprusi degli uomini e del tempo. Don Giuseppe racconta del sudore, dell’infanzia strappata, del senso del dovere e della responsabilità cui tutti gli uomini – specie i giovani – dovrebbero anelare.

A tal proposito, terribilmente belli – benchè crudi – sono alcune versi tratti da Nati schiavi:

A nov’anni iu già lavurava tirrena,

era già unu ranni a canùsciri peni.

Sugnu ora rivatu all’età ri deci anni;

si, mi manca a barba, ma iu ci aiu ottant’anni.

 

Così don Giuseppe tratteggia la donna in alcuni rapidi versi di Donna e pace:

E supplemento d’anima dell’uomo

campo in cui germoglia e si radica la vita,

e mille premure e trepidante attesa,

e pazienza infinita e sofferente amore

a proteggere, a promuovere, a salvare;

in ogni istante.

 

Marco è nato a Niscemi il 28 gennaio del 1983. Studia Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Catania. Scrive poesie da quando era bambino. Marco ferma il mondo condensandolo, oltre che con le parole, anche attraverso le immagini. Fotografia e poesia sono le sue più grandi passioni.

La poesia di Marco è fresca, giovane; quasi un rivolo d’acqua cui non è consentito contaminarsi col fragoroso rumoreggiare del tempo presente. Per comprendere a fondo l’approccio poetico di Marco e il suo guardare il mondo tramite la parola scritta, valgono le parole che Aristotele aveva usato per tinteggiare sinteticamente i giovani – scrive Aristotele: «i giovani non sono sospettosi perché di male non ne hanno ancora visto molto; sono fiduciosi perché non hanno ancora avuto il tempo di essere ingannati». Per questo, seppur primigenia, la poesia di Marco è genuina, perché registra un mondo nell’atto del suo sbocciare, senza i fronzoli di metrica, rima e orpelli, che spesso hanno relegato la poesia in un empireo lontano, distante dal cuore degli uomini e dalle loro emozioni.

Tutti i posti nuovi

Avranno pareti di mattoni rossi

E soffitti celesti – Scrive Marco in Un personaggio.

Per adesso non aggiungiamo null’altro e vi diamo appuntamento a sabato 15 marzo, per conoscere meglio Marco e don Giuseppe.

 

Elena Sentina – Nunzio Pardo